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Hotel, corridoi da incubo

Non credo di sbagliare se dico che tutti ci ricordiamo la famosa scena del ragazzino – Danny – sul triciclo di fronte alle gemelle Grady nel celebre film Shining diretto da Stanley Kubrik nel 1980, tratto dall’altrettanto celebre romanzo di Stephen King.

Ci troviamo in un hotel e abbiamo di fronte una scenografia tanto semplice quanto angosciante, probabilmente in una delle scene più inquietanti della storia della cinematografia horror.
Nella progettazione di uno spazio, già la percezione di un ambiente stretto e lungo porta a mantenere quel grado di tensione e di movimento, in questo caso accentuato dall’incedere del triciclo; la carta da parati e la moquette contribuiscono a rendere la scena nervosa.

E le porte? Quanto più anonime possibili per contribuire anch’esse alla tensione della trama, vere protagoniste di uno spazio del genere.

Corridoi
da incubo

Eppure, quanti alberghi – reali – ancora oggi presentano immagini così terrificanti (“sciatte” forse è il termine più appropriato) nei corridoi e nei disimpegni?

Il corridoio è una zona di passaggio da un punto A ad un punto B.
Negli hotel, ovviamente è il sistema di distribuzione ai piani di tutte le camere, spazio “necessario” dipendente sia dalla conformazione di un edificio, sia dal progetto dei percorsi e dallo studio dei flussi di ospiti ed operatori in movimento all’interno di una struttura.

I criteri di progettazione di un hotel sono ormai evoluti su una scala “emozionale”, secondo la quale l’immagine proposta in ogni spazio deve colpire la sfera sensoriale delle persone che scelgono di soggiornare in quella struttura.

Tutto contribuisce al benessere dell’ospite, anche la cura e il dettaglio degli ambienti dell’albergo, non solo i servizi o l’accoglienza del personale. Ma questo vale anche per i corridoi? Magari!

Mentre si concentra l’attenzione progettuale sulle camere o sugli spazi comuni (hall, lounge, ristorante, SPA, ecc.), troppo spesso i corridoi restano meri spazi di passaggio, candidati perfetti per una nuova trasmissione televisiva tipo “corridoi da incubo”.

La Scelta
delle porte

E in questo errore di valutazione, la scelta delle porte ha un peso specifico molto importante, insieme a tutti gli altri elementi (come luci, colori, materiali, ecc.) che dovrebbero contribuire a fare dei disimpegni affascinanti spazi di comunicazione in cui ritrovare il concept dell’hotel.

Per il momento stiamo parlando di immagine, senza entrare in merito ai requisiti più tecnici che deve possedere una porta in albergo (insonorizzazione, sicurezza, ecc.), fondamentali per il benessere dell’ospite, e che meritano un approfondimento specifico.
Leggi anche “Rumore in hotel? No grazie” .

Nella progettazione di un disimpegno di un hotel, il design della porta di una camera deve riflettere non solo l’eleganza della struttura, ma deve riprenderne il concept, alla base dell’intera offerta e aspetto caratterizzante dell’immagine di tutti gli spazi.

Anche se per la maggior parte delle volte il corridoio nasce principalmente per esigenze di tipo funzionale, le porte possono (e devono) contribuire a fare di questi percorsi – generalmente stretti e lunghi, talvolta infiniti – una percorrenza piacevole per l’ospite.

Questione
di stile

Per scegliere o disegnare la porta giusta si parte, ovviamente, dall’immagine dell’albergo stesso, sempre nello spirito della massima coerenza dell’intero progetto. Poi, nessun limite alla creatività.

Si tratta di un hotel in stile classico? La porta sarà un elemento più “ricco” e saranno presenti, magari, bugne, specchiature o cornici a caratterizzare le ante e i telai, così da fare in modo che la porta partecipi all’apparato decorativo dell’intero corridoio.

Quando scegliere porte in stile classico e con che criterio? È l’oggetto di un approfondimento dedicato, vista la fondamentale importanza di non ricadere nel banale “copia e incolla” che rappresenterebbe una scelta del tutto anacronistica, per niente elegante.

Il rischio di tornare ai corridoi da incubo è alto anche se andiamo dalla parte diametralmente opposta, quella di un design minimalista, per il quale si opta spesso per ottenere una maggiore contemporaneità nell’immagine generale: in questo caso, la tendenza a pulire del tutto le forme e ad eliminare qualsiasi fronzolo decorativo ricade nel banale quando risulta fine a sé stesso.

Sembra scontato ma un’occhiata ai corridoi di Shining dimostra che le porte sono proprio elementi vivi nella progettazione di un corridoio, quasi più importanti in questi disimpegni che nelle camere di cui, comunque, partecipano al design e all’immagine complessiva proposta agli ospiti.

Elementi come la luce, i colori o la scelta di come fare i numeri delle camere concorrono di certo alla creazione di un ambiente elegante e vanno sicuramente progettati nell’insieme; ma se in un corridoio lasciamo la scelta delle porte al caso, non ci sarà nulla che ci potrà salvare da un risultato scadente.

La personalizza-
zione

Che siano a filo muro, classiche o di design, bianche in contrasto con pareti colorate o colorate in contrasto con un ambiente più minimalista, il consiglio per ogni hotel che vuole distinguersi è quello di richiedere ad architetti e progettisti un prodotto ad hoc.

Oggi, l’esclusività di elementi unici (non solo delle porte) è fondamentale nella valutazione di qualità da parte dell’ospite.

Le nostre collezioni di porte per hotel offrono il connubio perfetto tra design personalizzabile e caratteristiche tecniche impeccabili, garanzia per il rispetto di tutti i requisiti richiesti nello specifico contesto alberghiero.

In questo ambito, il concetto di “standard” deve essere bandito: l’ospite sceglie un determinato hotel anche per l’autenticità con la quale gli trasmette determinate emozioni.

Così, anche nella scelta delle porte – così come quella del design degli ambienti, dei colori, dei materiali – puntare alla personalizzazione vuol dire avvicinarsi sempre di più alle esigenze degli ospiti rendendo, al contempo, la struttura ricettiva unica.

Una volta, realizzare qualcosa di specifico comportava un enorme dispendio in termini di risorse e di economia: oggi, grazie all’evoluzione della tecnologia, è possibile proporre prodotti ad hoc pur mantenendo la semplicità del processo costruttivo.

Per questo motivo, grazie anche all’ampia scelta dei materiali, la possibilità di personalizzazione, permette di soddisfare non solo le esigenze degli hotel di lusso o di fascia comunque alta, ma di puntare all’eleganza e alla qualità anche nel caso di target più bassi, senza la necessità di derogare sulle caratteristiche e sui requisiti essenziali, funzionali o formali che siano.

Mai più spazi anonimi o inquietanti, tanto meno corridoi da incubo: non ci lasciamo condizionare solo dalla funzionalità di questi ambienti e facciamo in modo che l’ospite si senta accompagnato alla sua camera in un percorso affascinante ed emozionale quanto lo sono gli altri in cui lo invitiamo a soggiornare.

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